DOUGLAS SWAN
(1930-2000)
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COMPOSIZIONE, 1963
(particolare del ciclo pittorico eseguito tra il 1712 e il 1715-16)
olio su tela, cm 100 X 80
firmato e datato in basso a sinistra, firmato e datato a tergo

Esposizioni

  • “Il ritratto e la figura nel tempo, dipinti dal XVI al XXI secolo”
    (Bergamo, Centro Culturale S. Bartolomeo, 14.11 - 02.12.2001)
  • "Dipinti e sculture XII - XVIII secolo dalla raccolta Morandi – Bellini”
    (Bergamo, Centro Culturale S. Bartolomeo, 10 - 25.11.2007)

Pubblicazioni

  • Il ritratto e la figura nel tempo, dipinti dal XVI al XXI secolo , a cura di R. Bellini,
    Galleria Michelangelo Bergamo, 2001, p. 27
  • Dipinti e sculture XII - XVIII secolo dalla raccolta Morandi – Bellini, a cura di R. Bellini,
    Bergamo, Novecento Grafico, 2007, p. 65

Provenienza

  • Milano, collezione privata

Scheda opera

  • Storia del ciclo pittorico di Villa Zanchi:

    Il dipinto è stato eseguito dal Cifrondi negli anni tra il 1712 e il 1715-16 nella Villa della famiglia Zanchi a Rosciate (Bergamo). Detto ciclo è ben documentato da Francesco Maria Tassi in “Vita del Cifrondi”, contenuta in Vite de' pittori scultori e architetti bergamaschi del 1793, opera fondamentale per la ricostruzione del percorso dell’artista.
    Al tal proposito il biografo scrive: "Passato poscia in casa Zanchi nell’anno 1712, cominciò le grandiosissime opere delle quali è ripieno tutto quel loro nobile appartamento di Campagna, che hanno nella terra di Rosciate; e quivi per quattro e più anni sempre dipingendo si trattenne. Tutta la gran sala con quattro vicine stanze sono interamente da vastissime tele ricoperte, ove in diverse sacre e profane istorie ha fatto vedere quanto fecondo fosse il di lui ingegno nell’inventare, e quanto facile e pronto il pennello nell’eseguire…"; e il biografo descrive minuziosamente una ventina di opere.
    L’artista realizzò una decorazione integrale (forse la più ampia e complessa da lui eseguita in ambito profano) che copriva, oltre ai soffitti e alle pareti, anche le sovrapporte e le porte stesse e, come ancora sottolinea il Tassi: "gli angoli vicino alle porte e alle finestre".
    La decorazione della villa di Rosciate era completa, comprendendo soggetti storici (Storie di Alessandro Magno, purtroppo perdute), soggetti mitologici, soggetti sacri, ritratti ed autoritratti, scene di caccia, figure "di genere". Alcune di queste ultime (oggi in collezioni cremonesi) si possono ricollegare al ciclo di Rosciate in base alle accurate descrizioni che esistono delle sale della villa.
    Il biografo ottocentesco del Cifrondi, P. Locatelli, indica che il punto di partenza per alcune delle scene non sacre è la pittura del francese Le Brun, con il quale probabilmente il clusonese ebbe rapporti durante il periodo trascorso in Francia.
    In questa vasta decorazione si ritrovano due importanti aspetti riguardanti il percorso artistico di Cifrondi: in primo luogo l’artista si trova in un momento di crisi nei confronti delle commissioni di dipinti sacri e, contemporaneamente nascono in lui curiosità naturalistiche, una rinnovata freschezza esecutiva, certi inserti ritrattistici quasi scherzosi (evidenti nell’autoritratto per esempio), una notevole attenzione alla realtà, il tutto derivante da nuovi stimoli.
    Tra la fine del soggiorno a Rosciate, da ritenersi concluso intorno al 1715-16 e il 1722 (anno di datazione degli Apostoli per la chiesa di S. Giuseppe a Brescia), non si ha alcuna notizia sicura né sulle vicende né sulle opere eseguite dal clusonese.
    La decorazione di Villa Zanchi rimase intatta fino a pochi decenni fa; oggi purtroppo è stata smembrata e in parte lasciata cadere in rovina. Passata dagli Zanchi ai Medolago e quindi ai Colleoni, la villa fu alienata da questi poco tempo dopo la seconda guerra mondiale, negli anni cinquanta. Già in quell’occasione alcune opere furono portate via da Rosciate; negli anni successivi vi fu una seconda occasione di dispersione delle opere cifrondiane; poiché il nuovo proprietario Signor Vestoni divise in due (orizzontalmente) il grande salone, le tele furono in quel momento smontate, arrotolate e messe in soffitta. Considerate perdute negli anni sessanta, solo la grande perseveranza di Pietro Capuani riuscì a riscoprirle, nel 1968.
    L’opera venne ritrovata in una soffitta, arrotolata, in cattivo stato di conservazione. Si è quindi reso necessario un intervento di restauro e purtroppo l’eliminazione di alcune parti dell’opera, resa illeggibile.

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COMPOSIZIONE, 1961-62
(particolare del ciclo pittorico eseguito tra il 1712 e il 1715-16)
olio su tela, cm 60 x 120
firmato in basso a sinistra, firmato a tergo

Esposizioni

  • “Il ritratto e la figura nel tempo, dipinti dal XVI al XXI secolo”
    (Bergamo, Centro Culturale S. Bartolomeo, 14.11 - 02.12.2001)
  • "Dipinti e sculture XII - XVIII secolo dalla raccolta Morandi – Bellini”
    (Bergamo, Centro Culturale S. Bartolomeo, 10 - 25.11.2007)

Pubblicazioni

  • Il ritratto e la figura nel tempo, dipinti dal XVI al XXI secolo , a cura di R. Bellini,
    Galleria Michelangelo Bergamo, 2001, p. 27
  • Dipinti e sculture XII - XVIII secolo dalla raccolta Morandi – Bellini, a cura di R. Bellini,
    Bergamo, Novecento Grafico, 2007, p. 65

Provenienza

  • Già in Villa Zanchi, Rosciate (Bergamo)

Scheda opera

  • Storia del ciclo pittorico di Villa Zanchi:

    Il dipinto è stato eseguito dal Cifrondi negli anni tra il 1712 e il 1715-16 nella Villa della famiglia Zanchi a Rosciate (Bergamo). Detto ciclo è ben documentato da Francesco Maria Tassi in “Vita del Cifrondi”, contenuta in Vite de' pittori scultori e architetti bergamaschi del 1793, opera fondamentale per la ricostruzione del percorso dell’artista.
    Al tal proposito il biografo scrive: "Passato poscia in casa Zanchi nell’anno 1712, cominciò le grandiosissime opere delle quali è ripieno tutto quel loro nobile appartamento di Campagna, che hanno nella terra di Rosciate; e quivi per quattro e più anni sempre dipingendo si trattenne. Tutta la gran sala con quattro vicine stanze sono interamente da vastissime tele ricoperte, ove in diverse sacre e profane istorie ha fatto vedere quanto fecondo fosse il di lui ingegno nell’inventare, e quanto facile e pronto il pennello nell’eseguire…"; e il biografo descrive minuziosamente una ventina di opere.
    L’artista realizzò una decorazione integrale (forse la più ampia e complessa da lui eseguita in ambito profano) che copriva, oltre ai soffitti e alle pareti, anche le sovrapporte e le porte stesse e, come ancora sottolinea il Tassi: "gli angoli vicino alle porte e alle finestre".
    La decorazione della villa di Rosciate era completa, comprendendo soggetti storici (Storie di Alessandro Magno, purtroppo perdute), soggetti mitologici, soggetti sacri, ritratti ed autoritratti, scene di caccia, figure "di genere". Alcune di queste ultime (oggi in collezioni cremonesi) si possono ricollegare al ciclo di Rosciate in base alle accurate descrizioni che esistono delle sale della villa.
    Il biografo ottocentesco del Cifrondi, P. Locatelli, indica che il punto di partenza per alcune delle scene non sacre è la pittura del francese Le Brun, con il quale probabilmente il clusonese ebbe rapporti durante il periodo trascorso in Francia.
    In questa vasta decorazione si ritrovano due importanti aspetti riguardanti il percorso artistico di Cifrondi: in primo luogo l’artista si trova in un momento di crisi nei confronti delle commissioni di dipinti sacri e, contemporaneamente nascono in lui curiosità naturalistiche, una rinnovata freschezza esecutiva, certi inserti ritrattistici quasi scherzosi (evidenti nell’autoritratto per esempio), una notevole attenzione alla realtà, il tutto derivante da nuovi stimoli.
    Tra la fine del soggiorno a Rosciate, da ritenersi concluso intorno al 1715-16 e il 1722 (anno di datazione degli Apostoli per la chiesa di S. Giuseppe a Brescia), non si ha alcuna notizia sicura né sulle vicende né sulle opere eseguite dal clusonese.
    La decorazione di Villa Zanchi rimase intatta fino a pochi decenni fa; oggi purtroppo è stata smembrata e in parte lasciata cadere in rovina. Passata dagli Zanchi ai Medolago e quindi ai Colleoni, la villa fu alienata da questi poco tempo dopo la seconda guerra mondiale, negli anni cinquanta. Già in quell’occasione alcune opere furono portate via da Rosciate; negli anni successivi vi fu una seconda occasione di dispersione delle opere cifrondiane; poiché il nuovo proprietario Signor Vestoni divise in due (orizzontalmente) il grande salone, le tele furono in quel momento smontate, arrotolate e messe in soffitta. Considerate perdute negli anni sessanta, solo la grande perseveranza di Pietro Capuani riuscì a riscoprirle, nel 1968.
    L’opera venne ritrovata in una soffitta, arrotolata, in cattivo stato di conservazione. Si è quindi reso necessario un intervento di restauro e purtroppo l’eliminazione di alcune parti dell’opera, resa illeggibile.

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BIOGRAFIA
Douglas SWAN

Connecticut (USA), 1930 – Bonn (Germania), 2000

Note biografiche:

Nasce negli Stati Uniti da genitori scozzesi, i quali, nel 1936 ritornano in patria.
Dal 1943 al 1953 compie gli studi presso il Dundee College of Art dove prende lezioni dal pittore paesaggista James MacKintosh Patrick e dall’artista Hugh Adam Crawford. In seguito frequenta la Patrick Allan-Fraser School of Art di Hospitalfield, Arbroath, con Ian Fleming ed infine termina il percorso didattico al Trinity College of Music di Londra.
Il debutto espositivo è alla Royal Scottish Academy. Nel 1954 ne ottiene la borsa di studio e in quest’occasione conosce l’artista William Scott (1913-1989) con il quale instaura una lunga e profonda amicizia. I due dipingono insieme nel Somerset e in Cornovaglia.
Nel 1958 vince la borsa di studio del British Council che gli permette di fare un viaggio studio in Italia.
Durante la permanenza a Milano, l’artista entra in contatto con la vibrante scena di arte contemporanea, all’epoca guidata da Lucio Fontana, Roberto Crippa ed Enrico Castellani.
Espone nuovamente presso la Royal Scottish Academy, il Young Contemporaries, London Group e presso la Galleria Gimpel Fils, L’Aia.
Dal 10 al 26 gennaio 1961 la galleria Il Milione di Milano gli organizza una personale, con presentazione di Francesco Arcangeli. Nel marzo seguente espone alla mostra collettiva “Pittori d’oggi” allestita alla galleria Penelope di Roma.
Partendo da una pittura figurativa intimista del tutto personale, passa in seguito ad un’astrazione lirica, continuando negli anni la dialettica tra figurativo e astratto.
Tiene altre mostre personali a Oxford e Newcastle, in Germania, in Svizzera e partecipa a numerose collettive in tutto il mondo.
Per molti anni vive ad Angus (Carnoustie – Scozia) e anche qui gli vengono organizzate diverse personali. Verso la fine degli anni ’60 Swan si trasferisce in Svizzera con la moglie Barbara dove viene celebrato come uno dei maggiori pittori astratti del XX secolo.
Verso la metà degli anni ’70 si sposta a Bonn in Germania e nel 1986 è insignito del Kunststipendium des Stadt, uno tra i più importanti premi annualmente riconosciuti dalla città.
Douglas Swan muore il 7 giugno 2000 a causa di un incidente stradale.
Due anni dopo viene fatta una donazione di un grosso quantitativo di opere al Museo di Bochum, che le inserisce nella propria collezione.

Principali mostre a lui dedicate:

  • 1957  Hilda's College, Oxford; Gimpel Fils, London, UK; Piccadilly Gallery, London, UK; St. Hilda's College, Oxford, UK (Solo)
  • 1958  Galleria Pater, Milano; Waddington Gallery, London, UK; AIA Gallery, London, UK; Scottish National Gallery of Modern Art, Edinburgh, UK
  • 1960  Mc Roberts & Tunnard, Londra
  • 1961/63/65  Galleria del Milione, Milano
  • 1961/64  Galerie Bernadi, Solothurn
  • 1962  Galleria San Rocco, Seregno
  • 1963  Galleria La Bussola, Torino
  • 1964  Stone Gallery, Newcastle upon Tyne
  • 1965  Galleria Penelope, Roma
  • 1966  Galerie Zinnober, Solothurn
  • 1967  Staadtische Kunstgalerie, Bochum
  • 1968  Galerie Neue Pforte, Aachen
  • 1971  Gallerie Center, Anversa,  Galerie Lichter, Francoforte
  • 1972/73 Galerie Nebeluna, Dusseldorf
  • 1972  Galerie Reckermann, Colonia
  • 1972/74/77 Galerie Kuckels, Bochum
  • 1973/74 New Smith Gallery, Bruxelles
  • 1973  IKI, Dusseldorf-Galerie 44, Buttgen - Galerie Marzona, Bielefeld
  • 1974  Galerie Nothelfer, Berlino
  • 1975  Kunstverein Heidelberg Galerie Angst und Orny, Monaco – 
  •           Galerie Lowenadler, Stoccolma
  • 1976 Galerie Jurka, Amsterdam - Aktionsgalerie, Bern Galerie d'art, club 44, La   chaux-de-Fonds - Palais des Beaux Arts, Bruxelles
  • 1977 Studio Wolf, Essen Galerie Schlegl, Zurich International Kunstmarkt, Koln   Galerie Linssen,  Bonn, Bonner Kunstverein
  • 1978 Galerie Jollenbeck, Koln Kunstmesse Basilea - Galerie Linssen, Bonn International Kunstmarkt, Dusseldorf - Galerie Linssen, Bonn Hadenda asgse, Utrecht, Olanda - Suermondt Ludwig Museum, Aachen
  • 1979 Kunstverein Braunschweig Stedelijke, Moriaan's Hertogenbosch Kunstverein, Bochum Kunstverein, Pforzheim
  • 1980 Kunstkabinett, Colonia
  • 1981 Kunstverein, Neunkerchen
  • 1982 Galerie Frohlich, Colonia; Galerie Buning, Amburgo; Galerie Nebelung, Dusseldorf 
  • 1983 Saarlandsmusuem, Saarbrucken; Kunstverein Unna Studio A, Landkreis; Unna    Galerie Von Borsig Prahl, Otterndorf; Grafik Kabinett, Museum Monchengladbach,    Galerie Nebelung, Dusseldorf
  • 1984 Richard Demarco Gallery, Edinburgo; Galerie Hennemann, Bonn; Galleria del Cavallino, Venezia; Venedig Haus an der Redoute, Bonn
  • 1985 Galerie Pro Arte, Friburgo;  Kunst Verein, Melle
  • 1985/86 Galerie Hennemann, Bonn
  • 1986 Galerie K24, Hannover, Germany (Solo); Galerie Pro Arte, Freiburg, Germany; Painting into Air - Douglas Swan, Touring exhibition organised by Artsite Gallery, Bath (Solo)
  • 1987 Kunsthalle am Hochstadenring, Bonn, Germany; Galerie K24, Hannover, Germany; Galerie Schlégl, Zürich, Switzerland
  • 1984–1989 Galerie Hennemann, Bonn, Germany (Solo)
  • 1983–1989 Galerie Hennemann, Bonn, Germany
  • 1988 Richard Demarco Gallery, Edinburgh, UK; Galerie Schlégl, Zürich, Switzerland
  • 1989 Galerie Pudelko, Bonn, Germany (Solo)
  • 1990 Galerie Schlegl, Zurich, Switzerland (Solo); Galerie Bernard, Solothurn, Switzerland; Galerie Pudelko, Bonn, Germany
  • 1991 Galerie Pudelko, Bonn, Germany (Solo); Piccadilly Gallery, London, UK; Galerie Schlégl, Zürich, Switzerland
  • 1992 Galerie Birgit Terbrüggen, Wehr, Baden, Germany (Solo); Galerie Pudelko, Bonn, Germany
  • 1988–1992 Galerie Pro Arte, Freiburg, Germany
  • 1993 Galerie Moderne, Bad Zwischenahn, Germany; Galerie Schlegl, Zurich, Switzerland (Solo)
  • 1994 Galerie Pudelko, Bonn, Germany (Solo); Art Basel (Galerie Pudelko, Bonn, Germany)
  • 1995 Galerie K24, Hannover, Germany (Solo)
  • 1999 Galerie Pudelko, Bonn, Germany (Solo)
  • 2002 Galerie Pudelko, Bonn, Germany (Solo)
  • 2005 Galerie Hennemann, Bonn, Germany (Solo)
  • 2008 Galerie Hintemann, Bonn, Germany (Solo)
  • 2013 MODERN BRITISH ABSTRACTION, Whitford Fine Art, London UK

Bibliografia :

  • Il collezionista d’arte moderna, 1962, Torino, Giulio Bolaffi Editore
  • Il collezionista d’arte moderna, 1963, Torino, Giulio Bolaffi Editore
  • Enciclopedia Universale Seda della pittura moderna, 1969, vol. 5
PUBBLICAZIONI
Pubblicazioni a cura della Galleria relative all'artista . 
IL RITRATTO E LA FIGURA NEL TEMPO, dipinti dal XVI al XXI secolo
a cura di R. Bellini, Bergamo, Galleria Michelangelo, 2001
47 tavole a colori e biografie degli artisti.
Pagine 80
Prezzo: € 25,00RICHIEDI IL CATALOGO
Dipinti e sculture XII - XVIII secolo 
dalla raccolta Morandi – Bellini
a cura di R. Bellini, Bergamo, Novecento Grafico, 2007 
45 tavole a colori
pagine 80.
Prezzo: € 20,00RICHIEDI IL CATALOGO
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